Open Innovation Economy

Un'iniziativa internazionale per lavorare sui modelli di business dei fablab, interessanti player delle nuove filiere


A Bologna, il 9 e 10 giungo all'interno di R2B - Research to Business 2016, parte della comunità di maker e fablab nazionali e internazionali si riunirà per discutere di modelli di business dei laboratori di fabbricazione digitale e della loro sostenibilità.

Dalla collaborazione con le imprese allo sviluppo di attività educative, fino alla valorizzazione del ruolo dei Fab Lab come luoghi di progettazione con la comunità locale: questi gli argomenti dell'iniziativa Open Innovation Economy promossa dalla rete emiliano-romagnola Mak-ER che a Bologna ospiterà i principali fablab nazionali e un nutrito gruppo di esperienze europee eccellenti.

Mak-ER, la prima rete regionale nata bottom-up poco più di due anni fa grazie anche al supporto tecnico di ASTER, ha deciso di sfruttare l'esperienza sviluppata in questi anni di lavoro e confronto per fare un passo ulteriore nel dialogo internazionale e dimostrare all'esterno del mondo maker le potenzialità che questi luoghi e le persone che quotidianamente li animano possono offrire all'interno delle filiere economico-sociali territoriali.

L'obiettivo è quello di  realizzare un'iniziativa corale in grado di rappresentare e raccontare le esperienze dei maker che lavorano ormai da diversi anni in fablab e makerspace italiani, cercando di fare emergere da un lato esigenze e istanze condivise e trasferirle agli interlocutori istituzionali e dall'altro individuare pattern comuni ma personalizzabili per sviluppare la sostenibilità dei laboratori nei diversi contesti in cui operano, partendo dalla capitalizzazione delle esperienze  più interessanti.

Quanto emerso sarà rielaborato per consegnare i risultati in creative commons alla comunità globale, individuando uno strumento condiviso per continuare a lavorare insieme, all'interno della community, sui pattern individuati.

Due attività specifiche caratterizzeranno l'iniziativa: una conferenza aperta al pubblico con esperti di livello internazionale e un workshop a invito composto da tre sessioni di lavoro parallele che durante la manifestazione metteranno al tavolo esperti, maker, facilitatori e rappresentanti da oltre 30 realtà italiane ed europee.

La conferenza "Open Innovation Economy/ Fablab come modello strategico per le nuove filiere", prevista per il 9 giugno nel primo pomeriggio, avvierà i lavori e sarà il momento per introdurre il tema dei modelli di business per i FabLab, attraverso approfondimenti e casi studio. ASTER e la rete Mak-ER faranno gli onori di casa e con il supporto di Andrea Cattabriga (Makers Modena Fablab e SlowD), co-orgniazzatore dell'iniziativa e Francesco Samoré Direttore Scientifico della Fondazione Giannino Bassetti, si avvierà il confronto tra gli ospiti.

Due i panel di riferimento, “Open Economy Society - makerspaces as paradigm for a new sustainable economy”, che farà dialogare esperti di fablab management, e “L'Open Innovation come frontiera per le public policy”, dove le istituzioni, a partire dal MIUR, proveranno a mettere a sistema le esperienze del primo panel e a individuare il ruolo dei fablab nelle politiche pubbliche.

Questo momento di dialogo sarà lo stimolo per iniziare l'intenso lavoro, cuore dell'iniziativa, Making Business Models, che porterà gli ospiti e tutti gli invitati a sedersi ai tavoli di confronto che dureranno fino al termine di R2B 20016, il 10 giugno alle 18.00. I tre gruppi lavoreranno sulla base di un'analisi delle esperienze, condivise precedentemente da ogni partecipante, per elaborare modelli condivisi in merito alle attività che i fablab svolgono con le imprese, con la community e con le scuole e gli enti formativi.

Il lavoro, che si svilupperà all'interno di un “acquario” visibile ma non visitabile dal pubblico e composto da tavoli di lavoro con maker ed esperti del movimento, sarà coordinato da Andrea Cattabriga, Makers Modena - SlowD e vedrà la partecipazione dei principali fablab nazionali e di importanti realtà internazionali.